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Centauro
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Il mwogcentauro (in greco ὁ Κένταυρος, al plurale οἱ Κένταυροι) è una mwowcreatura della mwpamitologia greca, metà mwpquomo e metà mwpgcavallo.
Dalla mwqwGrecia, la figura del centauro passò alla mwramitologia romana ed ai mwrqbestiari del mwrgMedioevo, divenendo soggetto frequente nell'mwrwaraldica mwsaeuropea. mwsqDante Alighieri li colloca all'Inferno come custodi del girone dei violenti, citando i famosi mwsgChirone, mwswNesso e mwtaFolo.
Una loro peculiarità era quella di essere dei campioni di tiro con l'arco.
Contents
• Araldica
• Note
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Il mito greco
La figura del centauro ha origine dall'amore sacrilego fra il re dei mwuqLapiti, mwugIssione, e una sosia della dea mwuwEra, mwvaNefele, dalla cui unione nacque, appunto, Centauro, un essere deforme che si accoppiò con le mwvqgiumente del mwvgMonte Pelio e originò una razza di creature mwvwibride, metà uomini e metà mwwacavallicite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-vir-7-0[7].
mwdgDiodoro Siculo attribuisce la nascita dei centauri ad mwdwApollo e mweaStilbe, già genitori di mweqLapitecite-ref-diod-8-0[8].
Nella mitologia, i centauri sono quasi sempre descritti con mwfwcarattere irascibile, mwgaviolento, selvaggio, rozzo e brutale. Amanti del mwgqvino ma incapaci di reggerlo, sono spesso raffigurati nel corteo di mwggDioniso, di cui a volte conducono il carro. Solitamente raffigurati con pelli di leone o di fiere, armati di mwgwclava o di mwhaarco, caricavano i loro nemici emettendo urla spaventose. La loro particolarità era dunque di possedere tutti i pregi e tutti i difetti del genere umano, portati però a livelli elevatissimi, tanto che nella mitologia sono stati riservati loro ruoli completamente contrastanti: dall'estrema saggezza all'incredibile crudeltà.
La più famosa leggenda che coinvolge i centauri è quella della loro battaglia contro i Lapiti in occasione della festa nuziale di mwhgPiritoo, la cosiddetta mwhwCentauromachia.cite-ref-9[9] I centauri erano stati invitati ai festeggiamenti ma, non essendo abituati al vino, ben presto si ubriacarono, dando sfogo al lato più selvaggio della loro natura. Quando la sposa mwjaIppodamia ("mwjqcolei che doma i cavalli") arrivò per accogliere gli ospiti il centauro mwjgEurizione balzò su di lei e tentò di stuprarla. In un attimo anche tutti gli altri centauri si lanciarono addosso alle donne e ai fanciulli. Naturalmente scoppiò una battaglia nella quale anche l'eroe mwjwTeseo, amico di Piritoo, intervenne in aiuto dei Lapiti. I centauri furono alla fine sconfitti e scacciati dalla Tessaglia e a Eurizione furono mozzati naso e orecchie.
Certi centauri acquisiranno anche leggende proprie, come mwkqChirone, amico di mwkgApollo e dei mwkwDioscuri, mwlaEurizione, mwlqNesso che tentò di stuprare la seconda moglie di Ercole, mwlgDeianiracite-ref-10[10], mwmwAstilio e mwnaFolo, amici di mwnqErcole, diventando in seguito - in mwngepoca moderna e mwnwcontemporanea - mwoapersonaggi tipici della letteratura mwoqfantasy.
Non tutti i centauri erano figli/discendenti di un Centauro:
• Chirone, tra le altre cose maestro di mwpqAchille, era infatti figlio della mwpgninfa mwpwoceanina mwqaFilira e del dio mwqqCrono e dovette la sua natura ibrida a un incidente occorso durante la sua nascita: una maledizione scagliata da mwqgRea, moglie di Crono, al figlio illegittimo del marito secondo mwqwApollonio Rodiocite-ref-11[11] e mwsaVirgiliocite-ref-vir-7-1[7] o il suo concepimento per opera di due immortali mutatisi in cavalli l'una per sfuggire al seduttore e quest'ultimo per meglio inseguire la riottosa amata.
• Folo, anfitrione di Ercole in visita presso i centauri, era figlio di mwtgSileno e di una mwtwninfa dei frassini.
Sulle loro straordinarie fattezze mwuqironizzò, nel mwugII secolo d.C., mwuwLuciano di Samosata con i mwvaNefelocentauri (mwvqΝεφελοκένταυροι), creature immaginarie (metà mwvguomini e metà mwvwnuvole) da lui descritte nelle mwwamwwqStoria vera.
Accanto ai centauri sono raffigurate a volte anche le centauresse, la loro controparte femminile, con i loro piccoli. Un famoso dipinto del pittore antico mwwwApelle raffigurava la "famiglia del Centauro" e fu ricreato dal Botticelli nel basamento del suo dipinto della Calunnia.
Le origini del mito
La tentata identificazione di due centauri su una mwxgterracotta mwxwmicenea ritrovata a mwyaUgarit suggerisce un'origine del mito dell'ibrido uomo-cavallo databile all'mwyqetà del bronzocite-ref-12[12]. L'identificazione è stata però smentitacite-ref-13[13]. Dato certo è il ritrovamento di un centauro su una terracotta della "Tomba dell'Eroe" di mw0gLefkandi e della ricchezza di raffigurazioni di centauri nelle terrecotte del mw0wperiodo geometricocite-ref-14[14]
Per quanto riguarda l'origine vera e propria del mito, la chiave interpretativa più semplice lo vorrebbe legato alla diffusione in mw2qGrecia dell'mw2gaddomesticamento del cavallo, avvenuto in epoca tarda (post mw2wII millennio a.C.). È lecito supporre che questo animale, la cui importanza era davvero notevole per un popolo di nomadi migratori, fosse oggetto di culto.
È anche probabile che in alcune regioni lontane, quali la mw3qTracia o la mw3gTessaglia, vivessero delle tribù semi-primitive dedite all'allevamento e all'addestramento degli equini selvatici e questi popoli siano stati trasformati in genie mitiche di esseri ibridi che univano in sé il cavaliere e la cavalcatura.
Secondo altre fonti, la loro origine è interpretata come ricordo delle prime apparizioni dei popoli a cavallo dalle mw4asteppe asiatiche, che gettarono nel terrore i popoli mediterranei; allo stesso modo i mw4qConquistadores spagnoli vennero considerati metà bestie e metà umani dalle popolazioni indigene dell'mw4gAmerica centrale; in seguito i centauri vennero considerati simboli del dominio sugli istinti in un contesto di animalità e forze naturali incontrollabili, dato che i tratti tipici dell'uomo limitavano la natura ferinacite-ref-15[15].
Il mito medievale
Dalla mw6qmitologia romana, il centauro passò ai mw6gbestiari mw6wmedievali. Il centauro era raffigurato nella figura del mw7aSagittario, come segno zodiacale. Centauri saettanti sono presenti anche nello mw7qzooforo del Battistero di Parma. L'immagine del centauro si addiceva agli eretici e alla loro interna dissociazione che li faceva considerare metà cristiani e metà pagani.
È rappresentato spesso con i capelli in fiamme, per lo più armato di freccia e arco. Talvolta l'obiettivo è una colomba, tal altra un cervo, entrambe figurazioni simboliche dell'anima, facili prede spesso raffigurate mentre vengono trascinate via dopo la cattura.
mw8aDante nella mw8qDivina Commedia colloca i centauri nell'mw8ginferno (mw8wInf. XII) come demoni immortali, divenuti custodi-giustizieri dei violenti contro il prossimo, in rapporto diretto con il loro carattere violento avuto in vita. In seguito (in Inf. XXV), Dante trasforma in centauro la figura di mw9aCaco, collocato nella bolgia dei ladri.
La figura del centauro viene rivisitata anche nel Rinascimento, da mw9gMachiavelli, il quale la usa per descrivere il suo modello di governante perfetto, umano, sì, ma anche ferino (in particolare simile a un incrocio tra un leone e una volpe), in quanto l'esercizio del governo implica l'uso di forza e astuzia. mw9wPallade e il Centauro è una famosa opera pittorica allegorica di Botticelli.
Il mito moderno
La figura del centauro appare di frequente, con ruoli importanti, nelle opere fantasy moderne, ad es. il film di animazione mw-gFantasia di Disney, mw-wLe cronache di Narnia e il ciclo di mw-aPercy Jackson e gli dei dell'Olimpo.
Araldica
In mw-waraldica, il mwaqacentauro è una mwaqefigura immaginaria che corrisponde alla sua raffigurazione mitologica: essere metà uomo e metà cavallo. Normalmente è armato di una mwaqiclava. La sua variante principale è il mwaqmcentauro sagittario, che tira con l'mwaqqarco. Talora è rappresentato con due sole zampe da cavallo.
Nell'immaginario araldico vi è anche la corrispondente figura femminile, la mwaqycentauressa (o mwaqccentaurella).
Nell'araldica italiana è rappresentato col capo rivolto all'indietro, l'arco in mano e nell'atto di scagliare frecce. Nell'araldica dell'Europa orientale compare di frequente con la coda che termina a testa di serpente, verso cui pare diretta la freccia.
Note
cite-note-11. ↑ mwaskPseudo-Apollodoro, mwasoEpitomeI, 20.
cite-note-22. ↑ mwas4Diodoro Siculo, mwas8Biblioteca Storica IV, IV.12 e 69-70.
cite-note-diod-88. ↑ mwave(mwavimwavmEN) mwavqmwavuDiodoro Siculo, Biblioteca Historica IV, 69.1, su mwavytheoi.com. mwavcURL consultato il 30 aprile 2019.
cite-note-1010. ↑ mwawePseudo-Apollodoro, mwawiBiblioteca 2.7.6.
cite-note-1212. ↑ mwawwIone Mylonas Shear, mwaw0Mycenaean Centaurs at Ugarit, in mwaw4The Journal of Hellenic Studies, 2002, 147–153.
cite-note-1313. ↑ mwaxmKorinna Pilafidis-Williams, mwaxqNo Mycenaean Centaurs Yet, in mwaxuThe Journal of Hellenic Studies, n.mwaxy 124, 2004, p.mwaxc 165. mwaxk«we had perhaps do best not to raise hopes of a continuity of images across the divide between the Bronze Age and the historical period.»
cite-note-1414. ↑ mwax4mwax8metmuseum.org, mwayaMetropolitan Museum of Art, mwayehttp://www.metmuseum.org/toah/works-of-art/17.190.2072mwayi Titolo mancante per url mwaymurl (aiuto). mwayuURL consultato il 9 ottobre 2011.
Bibliografia
Fonti
• mwazoApollonio Rodio, mwazsmwazwArgonautiche II, 1239.
• mwaz4Diodoro Siculo, mwaz8mwaaaBiblioteca storica IV, IV.12 e 69-70.
• mwaayOvidio, mwaacmwaagLe Metamorfosi XII 210-535.
• mwaaoPindaro, mwaasOdi - mwaawPitiche II.
• mwaa4Pseudo-Apollodoro, mwaa8Biblioteca 2.7.6.
• mwabePseudo-Apollodoro, mwabiEpitome I, 20.
• mwabqStazio, mwabuTebaide IV.539 e VIII.50.
Studi
• citerefei-centauroGoffredo Bendinelli, Centauro, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931. URL consultato il 3 marzo 2015.
• mwab8Anna Ferrari, Dizionario di mitologia, Litopres, UTET, 2006, ISBN 88-02-07481-X.
Voci correlate
• mwacuBucentauro (centauro con il corpo di mwacybue invece che di cavallo)
• mwacgOnocentauri (centauro con il corpo di mwackasino invece che di cavallo)
• mwacsZoomorfismo
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itCentàuri, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itcentauri, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Centaur, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftheoi-project(EN) Centauro, su Theoi Project.